Calcio e politica: i Bukaneros del Rayo Vallecano

Una formula impensabile conquista le strade del quartiere operaio di Vallecas. Dentro e fuori il campo i Bukaneros del Rayo lottano contro razzismo, fascismo e calcio moderno.

Ogni giornata calcistica nelle strade a sud-est di Madrid tremano le fondamenta del Campo de Fútbol de Vallecas. Dal silenzio profondo che si aspetta, forse, una sconfitta sul campo, si leva una voce che grida furiosamente “¡La vida pirata es la vida mejor!” (trad.: La vita da pirata è la migliore!). Un fulmine che è capace di zittire il Bernabéu da ospite, una macchia rojiblanca che inonda senza paura le tribune del Vicente Calderón, un gruppo che oggi si lascia andare, con un sorriso soddisfatti, a un: “Chi se lo sarebbe mai aspettato nel ’92, eh?”.

Perché sebbene il Real Madrid e l’Atlético sono due dei club spagnoli più rappresentativi a livello europeo, nella comunità madrilena svetta un terzo club che si fregia di essere, seppur piccolo, il fedele rappresentante di un quartiere dalla grande storia. Vallecas è, in qualche modo, un insieme di tradizioni che ha ospitato decenni di resistenza alla modernizzazione, al fascismo, alla violenza dell’era franchista e alle discriminazioni mosse nei confronti delle classi più povere. Senza dubbio Vallecas custodisce un sentimento di localismo e appartenenza che lo rende diverso dagli altri quartieri della capitale spagnola.

Annessi a Madrid nel 1950, Villa Vallecas e Puente de Vallecas hanno sopportato diversi tentativi di espropriazione e reinsediamento giustificati da piani di urbanizzazione del sud di Madrid che prevedevano la realizzazione di parchi e distretti commerciali. Dal canto suo, le organizzazioni di quartiere hanno giocato un ruolo fondamentale nell’organizzazione di azioni di denuncia che hanno portato al ritardo e alla rinuncia dei modelli di sviluppo che hanno portato poi a conseguenze sociali ed economiche, come lo smantellamento della baraccopoli delle Barranquillas, che fin dal 2006 è stato causa di problemi sociali di riqualificazione, spaccio e criminalità. Oltre alla resistenza alla dittatura franchista, la forte influenza politica di sinistra si staglia a partire dalle ondate di immigrazione che hanno invaso il quartiere e che hanno inquadrato gli abitanti in una condizione di insubordinazione rispetto agli altri quartieri limitrofi. È nel 1992 che dal cuore del quartiere operaio emergono i gli ultrà del Rayo, Los Bukaneros.

Tra il 1991 e il 1992, da un gruppo di “sette ragazzi” che frequentavano l’Estadio de Vallecas, nascono i Bukaneros che prendono il nome dagli avvenimenti che caratterizzano las Fiestas del Carmen. Vicini al contesto locale, i Bukaneros decidono tifare per la propria squadra senza però dimenticarsi delle lotte politiche che infiammano lo spirito vallecano. È durante questi anni che si forgia la loro identità grazie ad amicizie e similitudini con altri gruppi antifascisti come gli ultrà del Cadiz F.C., Brigadas Amarillas, e quelli del Real Deportivo La Coruña, i Riazor Blues.

Ma sul campo le cose non sono state facili. La squadra, negli ultimi anni, ha vagato tra la Primera División, la Segunda División e la Segunda B, un vagare che ha forgiato l’animo dei tifosi storici e che ha però regalato momenti di estasi come la vittoria al Bernabéu per 1-2 nella stagione 95/96, la mitica goleada ad Andorra 0-10 nel 2000 o la vittoria fuori casa per 1-2 contro gli allora campioni di Francia del Bordeaux (tra le cui fila figurava un certo Zinedine Zidane) durante la coppa UEFA del 2001, partita alla quale assistettero più di 700 rayistas.

Ciononostante non sono mancati i momenti difficili: oltre a stagioni disastrose, i Bukaneros hanno dovuto sopportare le calunnie della stampa, gli attentati al quartiere, arresti ingiustificati e ingiustizie contro la propria gente.

bukanores

Quando calcio e politica non hanno confini

Il caso di Carmen Martínez, sfrattata dalla sua casa di Vallecas, è stato emblematico perché ha risvegliato la solidarietà dei tifosi, della squadra e delle istituzioni. I giocatori sono riusciti a raccogliere abbastanza denaro da far in modo che questa tifosa di 85 anni potesse trovare una nuova casa e mantenersi per un po’ di tempo, gesto ben accolto dalla tifoseria bukanera e dalla stampa, in quanto, se messi a confronto ai cugini di Real e Atlético, si tratta comunque di atleti da stipendi non poi così remunerativi e di una società con poche risorse.

Il club ci mette la faccia. In diverse occasioni la squadra ha giocato indossando magliette facenti riferimento a fenomeni sociali solidali come, per esempio, il sostegno mostrato alla causa LGTBQ e alla lotta contro la violenza sulle donne. Certo, questi gesti non danno vita a trasformazioni decisive ma, sotto un punto di vista di coesione, tali gesti rafforzano il sentimento di unione come dimostrato dall’eccezionale relazione tra società e abitanti di Vallecas.

Nonostante quanto scritto prima, gli ultrà hanno spesso lamentato i cambiamenti dei kit di gara e del simbolo del club perché dai fini utilitaristi. Un elemento centrale dell’identità ultrà è quello di difendere incondizionatamente i valori tradizionali e rinnegare le implicazioni del calcio moderno. A testimonianza di ciò vi è lo sforzo dei Bukaneros nel politicizzare il campo da gioco e conquistare quella giustizia sociale che non si è riusciti a ottenere con i mezzi “convenzionali”.

Diverse volte i Bukaneros si sono scontrati con gli Ultras Sur (ultrà del Real Madrid) e con il Frente Atlético (tifosi dell’Atlético Madrid) dentro e fuori dal campo. Oltre al quasi rituale scontro tra tifoserie rivali che accompagna ogni partita, in questo caso è visibilmente presente la connotazione politica. I Bukaneros, come i Riazor Blues e las Brigadas, sono antifascisti di sinistra mentre gli U-S e il Frente sono di estrema destra e rappresentanti del nazionalismo spagnolo. Ciò ha comportato innumerevoli provocazioni mediante gesti che risvegliano l’odio, alimentano la tensione e che in un paio di occasioni hanno portato alla violenza fisica.

È il caso del bar di Lieja: nel 2001, dopo una partita da Rayo e Real Madrid, un gruppo di nazisti tifosi del Real si sono infiltrati nel quartiere operaio per provocare gli antifascisti. Secondo la versioni di alcuni rayisti, circa 20 membri degli U-S “scapparono correndo” davanti alla risposta dei tifosi locali che, senza aspettare, si sono riuniti e hanno risposto all’attacco. Quello che si sa è che tra colpi di bottiglia e coltellate il bilancio è di circa dodici feriti, fatti che gli U-S negano. C’è un coro da stadio recita: “¿Qué pasó en el Lieja?/ ¿Por qué de ese día nadie quiere hablar?/ Nuestra lucha, la de clases/Nuestras zonas son los bares y las calles” (trad.: Che è successo al Lieja?/ Perché nessuno vuole parlarne?/ Lo nostra lotta? Quella di classe/ le nostre zone i bar e le strade).

Un altro caso è quello avuto luogo vicino il Vicente Calderón, nel novembre 2014, quando un gruppo simpatizzante del Frente Atlético ha assassinato Jimmy, un membro dei Riazor Blues del Deportivo la Coruña. Il fatto ha avuto luogo quando 200 ultrà di entrambe le squadre si sono scontrato in piena mattina, rissa alla quale si sono uniti i Bukaneros e gli Alkor Hooligans (ultrà dell’Alcorcón) per aiutare i Riazor Blues. Quest’omicidio ha aumentato la distanza tra le due ideologie opposte ma anche aumentato la vicinanza tra le due tifoserie di sinistra. Infatti i Bukaneros e i Riazor Blues “condividono” cori e festeggiano insieme durante e dopo le partite, a riprova della loro alleanza antifascista e in solidarietà alle vittime.

Altre battaglie che hanno accompagnato i tifosi del gruppo sud di Vallecas dimostrano la duttilità che caratterizza i movimenti sociali della sinistra globale, che sia in appoggio ai migranti che arrivano in Spagna alla ricerca di migliori condizioni di lavoro o di vita, o che sia in contrasto all’estensione del patriarcato come modello ideologico del capitalismo. Ciò è dimostrato dalle marce e manifestazioni nelle quali la tifoseria sventola le proprie bandiere e si schiera con i collettivi antifascisti, socialisti e femministi.

Ai Bukaneros non trema la voce quando gridano: “Somos los hinchas más anarquistas/los más borrachos, los más antifascistas/por nuestro rayo revolucionario/ todos los fachas fuera de mi barrio” (trad.: Siamo i tifosi più anarchici/ i più ubriachi, i più antifascisti/ per il nostro fulmine di rivoluzione/ fuori tutti i fascisti dal mio quartiere); e anche se il Rayo si gioca tutto nella Segunda División, i Bukaneros tifano come se si trattasse di una finale di Champions. Una tifoseria che riunisce tante battaglie e che getta le basi per una politicizzazione del calcio dimostra che non è poi così insensato alzare la voce davanti alle ingiustizie e all’oppressione quando si è appoggiati da anni di resistenza operaia contro il franchismo e il fascismo in tutte le sue forme. Chi se lo sarebbe mai immaginato nel ’92, eh?

Traduzione: Federico Leone

Giornale: Global Affairs

Nazione: Spagna

Titolo: Fútbol y política: Los Bukaneros del Rayo Vallecano

Data di pubblicazione: 15 maggio 2017

Link all’articolo: https://globalaffairs.co/2017/05/15/futbol-y-politica-los-bukaneros-del-rayo-vallecano/

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