Happy birthday, Bafana Bafana!

25 anni fa, a Durban, la Nazionale sudafricana schierava il suo primo undici multirazziale sconfiggendo il Camerun per 1 a 0. Grandi ricordi.

Arrivano a piedi o a bordo di minibus da Kwamashu, Umlazi e Inanda, township della periferia di Durban. Meno numerosi del previsto a causa dell’acquazzone, invadono le gradinate King’s Park Stadium di Durban, che non ha mai accolto un pubblico a maggioranza nero. Monumento in cemento tradizionalmente dedicato al rugby e alla sua schiera di tifosi bianchi, lo stadio della capitale della provincia del KwaZulu Natal si appresta il 7 luglio 1992 a diventare per una sera il tempio dell’unità sudafricana.

Questa serata storica sancisce il ritorno ufficiale del Sudafrica nel girone FIFA, dopo lunghi anni di esclusione. La partita in cartello si preannuncia avvincente e simbolica al tempo stesso, in quanto mette a confronto la prima nazionale multirazziale del paese e il Camerun del sempre giovane Roger Milla, primo paese africano a raggiungere i quarti di finale di un Campionato del mondo, due anni prima in Italia.

Prima di giungere a questo storico appuntamento, il calcio sudafricano ha dovuto attraversare in solitaria un lungo deserto fatto di vergogna e disperazione. Nel 1952 la federazione (FASA) si affilia alla FIFA. Ma tra il 1964 e il 1976, il Sudafrica viene bandito dalla stessa Federazione internazionale per la sua politica di esclusione razziale. Alla fine degli anni ’70 però i vari campionati, divisi precedentemente su base razziale, si fondono per creare il campionato nazionale professionistico (NPSL), aprendo così una breccia nelle politiche di apartheid e accogliendo vecchie glorie del calcio inglese. Per quanto organizzato e strutturato, il calcio sudafricano rimane tuttavia privo di confronti a livello internazionale. Fino al gennaio 1992, data di una storica assemblea generale della Confédération Africaine de Football (CAF) a Dakar, nel corso della quale l’istanza suprema del calcio africano decide di reintegrare il Sudafrica, che intanto ha cominciato ad abolire le misure di segregazione razziale. Nell’aprile dello stesso anno, il Sudafrica approfitta di una visita ufficiale dell’allora presidente FIFA Joao Havelange, per organizzare un match ufficioso con un primo abbozzo di selezione nazionale. Tra i migliori giocatori del campionato si fa notare un giovane di 24 anni, Theophilus “Doctor” Khumalo. Orgoglio sportivo di Soweto, figlio della vecchia star dei Kaizer Chiefs Eliakim “Pro” Khumalo e soprannominato “Doctor” per la precisione chirurgica del suoi tocchi, ha sfoggiato grandissime prestazioni in serie per dimostrare al selezionatore della nazionale, il coach britannico Jeff Butler, di meritare un posto in squadra.

Un mese prima dell’arrivo del Camerun, che ha in programma tre incontri da disputare in Sudafrica, Butler è però costretto a dare le dimissioni per aver truffato le autorità presentando un curriculum falso! E come se non fosse abbastanza, due ex uomini forti del calcio sudafricano si trovano in carcere: Cyril Kobus, ex presidente della Ligue Pro, si è intascato illegalmente l’equivalente di un milione e mezzo di euro, mentre Abdul Bhamjee, ex leader della Federazione, è stato condannato a 14 anni di carcere per appropriazione indebita…

Il 3 luglio a Zurigo il 48esimo congresso della FIFA riammette ufficialmente il Sudafrica nel novero dei suoi membri. Due giorni dopo, Roger Milla -“in lacrime e molto emozionato”, come lo stesso ricorda- atterra all’aeroporto Jan Smuts di Johannesburg, alla testa della forte delegazione camerunese. Intanto, Stanley “Screamer” Tshabalala, ex vice di Butler promosso nel frattempo a selezionatore, mette insieme la prima nazionale di sempre del paese a contare tra le proprie fila dodici neri, quattro meticci, quattro bianchi e un indiano.

Il fischio d’inzio della prima partita per Milla e compagni si avvicina. All’interno del King’s Park, i pali del rugby sono stati sostituiti con delle porte da calcio. “Doctor” Khumalo, il piccolo genio di Soweto, fa parte dell’undici titolare schierato contro il Camerun: “È difficile descrivere quello che ho provato entrando sul terreno di gioco. Sapevo soltanto che stavamo facendo qualcosa di importante per il nostro paese. Il fatto che alle nostre spalle avessimo milioni di persone in quell’occasione, ha reso l’evento davvero speciale.” Più il tempo passa, più la selezione sudafricana dà filo da torcere ai camerunesi. A dieci minuti dallo scoccare del novantesimo, l’arbitro del Botswana Jelas Masole fischia un calcio di rigore ai Bafana Bafana (“I Ragazzi”). “Doctor” Khumalo ricorda: “Appena ho posato il pallone sul dischetto ero certo che avrei segnato, tanta era la voglia che avevo di fare quel goal per il mio paese!” Il Camerun disputerà poi altre due partite in quattro giorni (vittoria per 2 a 1 a Città del Capo, pareggio 2 a 2 a Johannesburg).

Molto legato al Sudafrica, Roger Milla diventerà poi uno degli ambasciatori della candidatura del paese a ospitare i Mondiali del 2010. Quattro anni dopo questo ritorno in grande stile il Sudafrica, guidato da Khumalo, vincerà in casa la Coppa d’Africa 1996, e sulla scia di questo successo si qualificherà per la prima storica Coppa del Mondo in Francia.

Sono ormai trascorsi 25 anni e il Sudafrica, che nel frattempo ha organizzato con successo il Mondiale del 2010, si ricorda ancora con emozione dei protagonisti di questo ritorno nel calcio che conta e di un match che, giusto a titolo aneddotico, non è stato trasmesso all’epoca a causa di uno sciopero dei giornalisti della SABC, la rete televisiva nazionale!

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Durban, 7 luglio 1992. Un episodio di gioco del match d’esordio dei Bafana Bafana contro il Camerun

Traduzione: Andrea Palazzeschi

Giornale: France Football

Titolo: Happy Birthday, Bafana Bafana!

Autore: Frank Simon

Link all’articolo: https://www.francefootball.fr/news/Happy-birthday-bafana-bafana/816327

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