Gol a profusione: i 25 gol più belli dell’era d’oro della Serie A (Capitolo secondo)

12) Fabrizio Ravanelli v Parma, 1994-95

Quasi come la sforbiciata, il tuffo di testa è uno dei modi più eleganti di segnare un goal. C’è qualcosa di eroico in un giocatore che si lancia in aria, provando disperatamente a finalizzare un bel cross. Il goal di Ravanelli contro il Parma è da antologia, un classico del genere.

“Pennabianca” formava un duo micidiale con Gianluca Vialli ed entambi stavano vivendo la loro stagione migliore con la Juventus. Fabrizio, marcato da due difensori parmensi e all’altezza del dischetto del rigore, si lancia in tuffo come un giavellotto per colpire la palla servitagli da Vialli e insaccare nell’angolo. Il bomber bianconero afferma che sia il suo goal preferito con la Juve ed è difficile dargli torto.

11) Gabriel Batistuta, Fiorentina v Napoli, 1995-96

Rude, animalesco, violento. Non sono parole spesso associate a dei fuoriclasse, ma per Batistuta sono senz’altro appropriate. Era di gran lunga l’attaccante più letale della sua epoca. Andava in rete con un tale impeto che quasi si tendeva a provare compassione per i portieri rivali che si trovavano tra lui e la porta. Fatta eccezione per Sinisa Mihajlovic, nessuno colpiva la palla così violentemente come Batistuta.

Mentre Roberto Baggio piazzava il pallone delicatamente all’angolino, così dolcemente che sembrava stesse infilando una lama sottile nella schiena di qualcuno, Batistuta tramortiva il portiere avversario con colpi alla testa…ancora e ancora. Eppure c’era una certa bellezza nella brutalità viscerale dei suoi goal. Nessuno era in grado di mettere in campo una potenza devastante come la sua.

10) Andriy Shevchenko, Milan v Juventus, 2001-02

A prima vista può sembrare un colpo di fortuna, come se Shevchenko calibrasse male un cross che casualmente finisce alle spalle di Buffon. Tuttavia, se si osserva con attenzione, si nota chiaramente che il colpo è intenzionale, anche perchè non c’è nessuno a cui crossare il pallone.

Una delle migliori qualità dell’attaccante ucraino era l’abilità nel saltare l’uomo; Sheva era incredibilmente rapido e questo goal mette in luce tutte le sue caratteristiche. Sottrae il pallone a Edgar Davids e supera in dribbling Mark Iuliano e Gianluca Pessotto come fossero birilli.

Durante tutto il corso dell’azione, guarda più volte la porta e, alla fine, piazza la palla nell’unico angolo a disposizione. Poco importa la triste parentesi al Chelsea, che non gli ha fatto guadagnare un’ottima reputazione oltremanica; lo Sheva di questo goal era superlativo.

9) Antonio Cassano, Bari v Inter, 1999-2000

Difficile pensare a un debutto migliore in tutta la storia del calcio. Il goal che ha catapultato il diciassettenne Antonio Cassano nell’Olimpo delle superstar, lo ha anche caricato di grosse responsabilità, di un fardello molto pesante per le sue gracili e giovani spalle. Il giocatore, emotivamente fragile, non è poi stato in grado di soddisfare le aspettative.

Sebbene tutta l’azione sia permeata dalla genialità del talento barese, sono i tre tocchi iniziali – tacco destro, testa, piede sinistro – a illuminare la scena di classe cristallina.  Controllare la palla in quel modo, in corsa, marcato da due difensori e, per giunta, su un terreno fangoso, ha del miracoloso. Guardando questo goal, si può immaginare il giovane Antonio mentre ripete la stessa prodezza davanti alla chiesa di San Nicola a Bari Vecchia.

8) Youri Djorkaeff, Inter v Roma, 1996-97

Il più bel goal in sforbiciata della sua epoca. Il modo in cui Youri Djorkaeff riesce a contorcersi come una fisarmonica veso la rete, considerando che si trova in una posizione molto defilata e che un difensore della Roma gli si sta avvicinando, rende il gesto quasi poetico.

Ciò che non è poetico, invece, è l’errore iniziale del difensore giallorosso Fabio Petruzzi, che tenta invano di liberare l’area dopo il salvataggio di Giorgio Sterchele, lasciando la palla a disposizione degli avversari.

Il gesto tecnico di Djorkaeff venne impresso l’anno successivo sui biglietti delle partite del club nerazzurro.

7) Christian Vieri, Inter v Parma, 1999-2000

All’inizio degli anni Duemila c’erano pochi centravanti come Christian Vieri in circolazione. Il possente attaccante era bravo a fare tanti goal, piuttosto che a fare goal belli, ma quello in questione va controcorrente. La rete siglata da Vieri è straordinaria, forse la più bella della sua carriera da calciatore nomade. Non sono in molti, del resto, a potersi vantare di essersi presi gioco del grande Lilian Thuram prima di mandare la palla, a giro, alle spalle di Gigi Buffon e da fuori area, per giunta. L’immagine è meravigliosa, al punto che anche Roberto Baggio, in tribuna, applaudì divertito. Un ulteriore gesto di approvazione, nel caso ce ne fosse bisogno.

6) Roberto Mancini, Parma v Lazio, 1998-99

Il calcio di Roberto Mancini allenatore è pragmatico e a vocazione difensiva, esattamente il contrario di quello del Mancini calciatore. Il Mancio era un numero 10 spavaldo, che girava per il campo con eleganza, regalando colpi di classe.

Questa contrapposizione è ben illustrata da questo goal contro il Parma. Non sono in molti quelli che tenterebbero una giocata così estrosa, eppure Mancini lo ha fatto. Non sono in molti quelli in grado di segnare così, eppure Mancini ci è riuscito. Non guarda neppure la porta finchè non tocca il pallone. Un goal straordinario da parte di un calciatore fantastico.

Lo sguardo d’incredulità di Christian Vieri mentre corre verso il fantasista per festeggiare, sottolinea come simili invenzioni possano mandare in estasi non solo gli spettatori, ma anche i giocatori stessi. Lo stesso Mancini allenatore avrebbe gradito.

mancini

5) Alessandro del Piero, Juventus v Fiorentina, 1994-95

Questo è il goal che ha creato la superstar e segnato la fine dell’avventura bianconera di Baggio alla Juventus. La società bianconera aveva quasi venduto del Piero al Parma durante il mercato estivo; l’accordo però non era stato concluso per circostanze fortuite. Oggi risulta difficile immaginare Pinturicchio con addosso la maglia di un qualsiasi altro club. Se non fosse stato per Dino Baggio, che cambiò idea all’ultimo momento, la storia sarebbe andata a finire diversamente.

Anche se Alex lo ha fatto sembrare facile, non lo è stato affatto. Chiunque abbia giocato a calcio, a qualunque livello, sa che tentare un tiro al volo con il pallone che arriva da dietro è una delle cose più difficili da relizzare. Riuscire, poi, a segnare così, e in corsa, ha qualcosa di geniale.

4) Francesco Totti, Roma v Parma, 1997-98

Nessuno sapeva fare il “cucchiaio” come Francesco Totti, che ha umiliato moltissimi portieri, che si sono visti sorvolare dal pallone che, dolcemente, andava a finire in rete; dallo scriteriato rigore della semifinale di Euro 2000, al pallonetto contro l’Inter nel 2006.

La bellezza del goal qui segnalato sta nel fatto che Totti abbia usato il suo piede debole, con un angolo di tiro tutt’altro che ideale per questo tipo di conclusione. Il Pupone ha segnato questo goal nella prima stagione in cui indossava la maglia numero 10, dimostrando che fosse sua di diritto. Gigi Buffon, che era tra i pali quel giorno, ha dichiarato quest’estate dopo il ritiro del capitano romanista: “Alcuni dei suoi goal contro di me sono stati così belli che, se fossi riuscito a evitarli, avrei rovinato dei capolavori”. Per fortuna con questo non c’è riuscito.

3) Alvaro Recoba, Inter v Brescia, 1997-98

Il piede mancino di Alvaro Recoba generava una tale potenza da produrre energia elettrica per un piccolo paese. Non sono in molti a poter raccontare di aver oscurato Ronaldo in una partita, soprattutto a 21 anni e alla prima apparizione nel calcio europeo. Recoba è iscritto ad un circolo molto esclusivo. Buttato in campo con l’Inter sotto per 0-1 in casa contro il Brescia neopromosso, l’uruguaiano ha cambiato le sorti del match.

Anche solo pensare di fare un tiro del genere era una follia, ma Alvaro era specializzato in colpi da pazzi. Era in grado di mettere la palla in rete da qualunqe punto della metà campo avversaria. Contro il Brescia, il pallone è partito dal suo piede come se fosse stato esploso da un cannone, andando a morire nell’angolino alto. Per dimostrare di non essere stato solo fortunato, cinque minuti più tardi il Chino ha spedito la sfera nell’angolo opposto da una distanza simile. Oh, Alvaro Recoba, che meraviglioso e scostante anticonformista.

2) Zinedine Zidane, Reggina v Juventus, 1999-2000

Un goal che contiene tutti i marchi di fabbrica di Zinedine Zidane al massimo delle sue potenzialità: il controllo nello stretto, la sublime eleganza, l’intelligenza calcistica e l’abilità del passare dal sinistro al destro. Ciò che ne viene fuori è qualcosa di incantevole: lo scambio d’esterno con Del Piero dopo la rimessa laterale, la progressione verso l’area, il modo in cui si porta la palla sul sinistro mandando a spasso tre difensori della Regina. Anche la conclusione finale è stupenda: una botta secca che non lascia scampo al portiere.

1) Roberto Baggio, Juventus v Brescia, 2000-01

Che tocco, che tocco, che tocco!

“Segnare goal facili non mi ha mai dato soddisfazione”, ha dichiarato una volta Roberto Baggio. In una carriera criminalmente povera di medaglie e trofei, il “Divin codino” ha regalato goal improbabili e momenti di genialità assoluta. Tutti i 25 goal di questo articolo sarebbero potuti essere di Roberto Baggio, e la lista sarebbe stata comunque soddisfacente, se non migliore di questa. Non ci sono parole che possano rendere giustizia a questo goal, perciò ecco un link a cui poterlo ammirare:

Osservate le finte di corpo in corsa, il controllo. Un’opera d’arte. Baggio era il giocatore simbolo della sua era, il più forte della sua generazione, tanto che sembrava giocare a un altro livello rispetto agli altri calciatori di quel periodo. Nella storia ci sono stati ben pochi giocatori in grado di controllare il pallone come Baggio. Nessun tipo di goal è rimasto escluso dal suo repertorio, nessuna giocata era oltre le sue possibilità. Ci sono moltissime ragioni per cui questo goal è al primo posto della classifica, anche se ne basta solo una: il tocco.

baggio

 

Traduzione di Alessandro Tonti

Articolo di Emmet Gates, The Guardian Sport

Link all’articolo: https://www.theguardian.com/football/the-gentleman-ultra/2017/sep/20/golazos-25-best-goals-serie-a-seasons-football-italia

 

 

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