Il Coach O’Shea e la luce in fondo al tunnel

Conor O’Shea crede di aver trovato il giusto mix tra gioventù ed esperienza in vista dei test match di novembre della nazionale contro tre compagini dell’emisfero sud, impegni collocati lungo il percorso che porterà ai mondiali del 2019.

Contro Fiji, Argentina e Sudafrica, nei weekend tra l’11 e il 25 novembre, faranno il loro rientro in campo anche il capitano Sergio Parisse e Leonardo Ghiraldini, che contribuiranno con la loro grande esperienza. Cinque sono, invece, i nuovi innesti: l’estremo Matteo Minozzi, il mediano d’apertura irlandese Ian McKinley, il centro neozelandese Jayden Hayward e le terze linee Renato Giammarioli e Giovanni Licata.

“Finalmente vedo la luce alla fine del tunnel”, ha affermato O’Shea mercoledi scorso durante una conferenza stampa a Milano.

 “In squadra ci sono molti giovani con tanto potenziale come Mattia Bellini e gente con tanta esperienza come Sergio (Parisse)”.

“Abbiamo tre partite che metteranno alla prova il nostro valore. Non so se riusciremo a vincere, ovviamente lo spero, ma comunque siamo sulla buona strada”.

Il tecnico irlandese è sempre stato ottimista, ma quest’anno, diversamente dalle ultime stagioni, i segnali positivi sembrano poter portare a qualcosa di concreto. Per le due formazioni italiane impegnate nel Pro 14, infatti, il campionato è cominciato in maniera convincente, con il Treviso che ha raccolto tre vittorie e le Zebre che si sono imposte in due incontri.

“Sono convinto che il divario tra noi e gli altri si stia assottigliando”, ha continuato O’Shea.

“Negli ultimi vent’anni non siamo riusciti ad apportare cambiamenti significativi nel movimento, ma negli ultimi due il lavoro svolto si è fatto notare, anche grazie ai giovani. La maggior parte dei nostri problemi è mentale, sta nella confidenza che abbiamo nel gioco e nelle nostre capacità, ma sento che le cose stanno cambiando. Percepisco un’energia diversa”.

Il CT della nazionale ha collezionato 35 caps con la nazionale irlandese, prima che un infortunio al ginocchio ponesse fine prematuramente alla sua carriera a soli 30 anni. Prima dell’avventura azzurra, iniziata a marzo 2016, ha allenato i London Irish e gli Arlequins. Tranne una vittoria storica contro il Sudafrica nel novembre del 2016, i risultati alla guida della nazionale italiana sono stati poco incoraggianti, con un primo Sei Nazioni in cui la squadra ha perso tutti gli incontri.

Il capitano Parisse, in forza allo Stade Francaise, però, sostiene O’Shea, elogiando come abbia cambiato la mentalità del gruppo.

“Con Conor diamo il meglio di noi stessi. Il modo in cui le nostre due squadre hanno cominciato la stagione lancia dei segnali positivi. Sono davvero fiero dei miei compagni. Ora si vede che i ragazzi danno anima e corpo sul campo, e che non trovano più scuse, anche se perdono di uno o due punti. Nessuno si accontenta più di dire ‘ci siamo andati vicino’”.

Il presidente della federazione italiana, Alfredo Gavazzi, sostiene che il movimento sia in costante crescita, e che la scelta di far disputare uno dei prossimi test match a Catania sia dovuta alla volontà di far crescere lo sport in Sicilia.

L’Italia giocherà contro Fiji, proprio nella città etnea, l’11 novembre; a seguire, il 18, se la vedrà con l’Argentina a Firenze, e concluderà i suoi impegni a Padova, contro il Sudafrica, il 25.

 

Traduzione: Alessandro Tonti

Fonte dell’articolo: Sport24 (26/10/17)

Link all’articolo: http://www.sport24.co.za/Rugby/italy-coach-oshea-sees-light-at-end-of-tunnel-20171026

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