Dal letto d’ospedale al centro del campo

Fezile Hlope è ben diverso dal diciassettenne medio. Mentre gli altri ragazzini riescono a stento ad alzarsi da letto al mattino o attaccare bottone con le ragazze, questo giovane proveniente da Soweto, Sudafrica, ha già sconfitto un cancro alla gola ed è diventato il più giovane arbitro nella storia del calcio sudafricano a dirigere un incontro ufficiale. Per i ragazzi della sua comunità è un esempio e un vero eroe.

Fin da giovanissimo Fezile dimostra il suo amore per il calcio e già a 4 anni gioca partite immaginarie con i tappi di bottiglia su un campo disegnato per terra, sognando di riuscire a diventare un giorno una star del pallone. La sua prima esperienza come direttore di gara avviene alla tenera età di 11 anni : “Ricordo che giocavamo una partita nel 2011 e stavano cercando qualcuno che arbitrasse alcuni incontri dell’under 11 e dell’under 13. Allora mi sono proposto e da quel giorno è cresciuto in me un interesse sempre maggiore,” spiega Fezile.

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Tuttavia, i sogni di gloria vengono spazzati via nel 2013, quando a 13 anni gli viene diagnosticato un tumore alla gola e da allora il campetto dove si ritrovava con gli amici per giocare lascia spazio a una fredda camera d’ospedale dove ingaggia una dura battaglia contro la malattia. “È stato un fulmine a ciel sereno. Mi sentivo molto debole ma mi dicevo che avrei lottato. Non mi sono mai pianto addosso e ho sempre visto la malattia come un ostacolo che ero chiamato a superare,” dichiara in un’intervista precedente. “La malattia ha certamente stravolto per tanti aspetti la mia vita quotidiana e, tra gli altri, ho dovuto smettere di andare a scuola e allo stadio.”

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Ma non è certo un caso se Fezile è soprannominato ‘Madala’ (saggio uomo anziano, in lingua zulu). Il ragazzo ha infatti da sempre dato prova di una maturità singolare per la sua età, unita a una straordinaria passione per il calcio che l’ha aiutato nei momenti più bui della sua giovane vita.

Poiché in quel periodo non può giocare a calcio, decide allora di apprendere tutto sulla disciplina. Tra una cura e l’altra e le visite settimanali al dottore, si immerge dunque tra le regole del gioco e studia i match in televisione. Fezile ce la mette tutta per mantenersi forte e in forma così che, una volta sconfitto il cancro, possa dedicare il resto della propria vita allo sport che gli ha dato speranza proprio quando sembrava non essercene più. E alla fine il suo impegno viene ricompensato. “Sono guarito da ormai due anni, sono forte,” afferma.

Finalmente Fezile può tornare allo sport che gli ha dato una ragione di vita e inizia allora ad arbitrare partite nella sua città. Lì viene scoperto da Diski Nine9, un’iniziativa promossa da Absa (istituto bancario sudafricano, n.d.t.) che usa il calcio come uno strumento per istruire e mettere i giovani africani nella condizione di poter diventare i leader di domani. Viene quindi sostenuto nello studio per gli esami da arbitro che supererà e insieme al suo tutor Raymond, ex dipendente Absa, trasforma così una passione in un obiettivo ben preciso.

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Ha poi modo di scrivere il suo nome sui libri di storia dopo aver diretto un incontro della MultiChoice Diski Challenge (la lega sudafricana che riunisce le squadre B delle compagini della PLS, la massima serie nazionale, n.d.t.) tra Kaizer Chiefs e University of Pretoria, in una giornata per lui indimenticabile: “Onestamente non mi è mai sembrata una cosa troppo difficile da raggiungere e poi fare. Gli atleti adulti hanno mostrato una grande professionalità. Hanno avuto il necessario rispetto verso il direttore di gara, hanno giocato pulito e nessuno mi ha inveito contro. È stato tutto stupendo.”

Il resto, come si dice, è storia: “Adoro il calcio e voglio arbitrare ad alti livelli. Non voglio adagiarmi sugli allori e non fare più nulla… ,” dichiara. Questa opzione non è infatti mai stata neppure contemplata da Madala. I suoi successi da record, uniti alla straordinaria forza di volontà che ha mostrato per ottenerli, rendono Fezile un esempio a cui i giovani della sua comunità possono ispirarsi. La sua storia costituisce per loro un esempio concreto che li spinge a inseguire i propri sogni, proprio come ha fatto lui.

Fezile aggiunge infine: “Voglio dirigere gli incontri dell’Absa Premiership, MTN8, Telkom Knockout e Nedbank Cup (rispettivamente campionato e varie coppe e playoff nazionali, n.d.t.). E poi, tra 6 o 7 anni vorrei fare il salto di qualità e arrivare ad arbitrare in Champions League, Confederations Cup e, perché no, anche gli incontri delle nazionali di calcio.”

Sopra il cortometraggio dal titolo Madala, ispirato a Fezile e realizzato nell’ambito del progetto Absa Prosper

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Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi del pezzo “From the inside of a hospital room to the centre of the field”, pubblicato sul sito di Absa.

Link all’articolo: https://blog.absa.co.za/inside-hospital-room-centre-field/

Video credits: Absa Bank Youtube channel

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