I 5 migliori giocatori europei che io abbia mai affrontato – Pt. II

Qui la prima parte dell’articolo

Peja Stojaković

Sacramento Kings v Golden State Warriors

Getty Images

In confronto a Peja sono sempre stato scarso.

Peja era un altro di quelli che avevo avuto modo di osservare in Europa, ma che non ho conosciuto fino a che entrambi non siamo arrivati a New Orleans. Ero lì da poco, e durante una sessione di allenamento Peja mi ha sfidato a una gara di tiri da tre, giusto per ridere.

Mi ha distrutto, ero senza parole. Insomma, non era certo la prima volta in cui perdevo una gara da tre, ma non avevo mai perso così: Peja ne infilò 40 di fila. Scusate il fancesismo, ma è stato fottutamente fantastico. È il miglior tiratore in assoluto con cui io abbia mai giocato, probabilmente il migliore di sempre in NBA, ed è un professionista a regola d’arte – mi pressava perché io migliorassi, fossi pronto per la partita e sempre all’erta, il che era proprio quello di cui avevo bisogno.

Anni dopo, ho lavorato di nuovo con lui a Sacramento, ma stavolta non eravamo in squadra assieme: era diventato dirigente. È semplicemente una persona fantastica, mi ha insegnato moltissimo su come essere un professionista e come crearmi una carriera in NBA. Se non fosse stato per lui, probabilmente non giocherei già più in NBA.

Anthony Parker

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Qui baro leggermente, Anthony è americano ma alla fine è diventato uno dei miglior giocatori nella storia dell’Eurolega. Non potete capire cosa significhi vederlo giocare. Mentre giocavo per Skipper Bologna ci siamo affrontati nella finale dell’Eurolega, quando lui militava nel Maccabi Tel Aviv, ci hanno letteralmente fatto a pezzi, vincendo di oltre 40 punti.

Anthony ne aveva segnati 21 senza sbagliare nemmeno un tiro, un paio al massimo. Io avevo 18 o 19 anni all’epoca, mi impressionavo ancora facilmente e per noi europei Parker non era tipo Jordan, lui era Jordan.

Era così veloce, partiva dalla linea dei tiri liberi, palleggiava in mezzo alle gambe anche in partita, cosa che nessuno in Europa aveva visto prima, e sapeva stoppare in rincorsa come LeBron. Ovviamente mi è dispiaciuto perdere ma al tempo stesso, da ragazzo con il sogno dell’NBA, mi sentivo fortunato di aver giocato in campo con lui, era quasi un onore per me.

Anni dopo Anthony ritornò in NBA a Toronto e mi è capitato di marcarlo in partita. Ci siamo scambiati un sorriso complice, della serie “Siamo qui da tanto, siamo vecchi”.

Manu Ginobili

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Youtube

Anche qui baro: Manu è argentino, però credo sia giustificato. Manu giocava per la squadra della mia città natale, la Virtus Bologna, ed era la star assoluta sia della Virtus che di tutta la città. Quando venni chiamato in prima squadra non vedevo l’ora di conoscerlo e vedere com’era. Mi chiedevo, come sarà giocare con il tuo idolo? Bhe, stavo per scoprirlo.

Forse tutti non sanno che Manu è una persona davvero positiva: vuole il meglio per la squadra e nei due anni giocati alla Virtus mi ha continuamente fatto da allenatore. Mi ha insegnato come muovere la palla in campo, una cosa su cui non mi ero mai allenato molto. Ero già bravo a muovermi senza il pallone e riuscivo a trovare un buon angolo di tiro, ma Manu mi ha insegnato moltissimi trucchi che non avrei neanche immaginato.

In parole povere Manu è un campione.

Un’altra cosa che le persone non conoscono di Manu è la sua concentrazione e l’attenzione che presta ai dettagli. Sarò sincero: gli allenatori e lo staff ci danno moltissime informazioni sulla squadra avversaria, e a volte qualcosa scappa. Capita a molti ed è abbastanza normale, ci sono moltissimi giocatori e moltissime cose da ricordare, è dura ricordarsi tutto sempre.

Ma non per Manu: si ricordava tutto, come se fosse stato sveglio tutta la notte ad imparare tutto quello che c’era da sapere sugli avversari.

Quando ci siamo ritrovati a San Antonio, è arrivato a livelli estremi durante i playoff: una volta, non mi ricordo chi stavo marcando ma era un panchinaro fisso che nessuno s’aspettava in formazione. Stavamo vincendo e questo la mette da tre dall’angolo. Sento Manu gridare il mio nome e so di aver sbagliato qualcosa ma non ho la più pallida idea di cosa.

“Ma non ti ricordi che quello tira da tre dall’angolo? Chiudilo fuori!”

Questo è Manu, sa tutto di tutti, anche di chi probabilmente non affronterà mai.

Vi chiedete come stia giocando ancora? Perchè è ancora così.

Articolo originale

Traduzione a cura di Lara Fasoli

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