Il villaggio in festa

Nel Nordamerica la chiamano “Cross Vegas”: tutti gli anni, prima di capodanno, la cittadina belga di Loenhout diventa il centro del piccolo mondo del ciclocross. Un resoconto della gara, tra fango e patatine fritte.

Nel bel mezzo dell’inverno, Loenhout si trasforma in un parco giochi. La polizia ha bloccato la strada davanti alla chiesa. Dai tendoni e dai bar risuonano musica rock e beat avvolgenti. Centinaia di persone girano per il centro del paese con in mano bicchieri di plastica pieni di birra; davanti al negozio di biciclette, già prima di mezzogiorno, una banda si esibisce in virtuosismi. La voce che risuona dagli altoparlanti si fa sempre più concitata: dopo la gara Juniores, tocca agli uomini e alle donne della categoria Elite.

Loenhout, un piccolo villaggio di 3500 abitanti, situato tra Anversa e il confine olandese, poco prima dell’ultimo dell’anno diventa il centro del mondo, relativamente piccolo, del ciclocross.  In molti paesi questa disciplina, anche nota come corsa ciclocampestre, non gode di particolare attenzione. Eppure, in Belgio, esalta le masse. La maggior parte delle gare si svolge lì, così come molti dei ciclocrossisti più forti al mondo sono belgi. E in nessun altro periodo si raggiungono i livelli di pubblico che si registrano a fine anno: da Santo Stefano al 31 dicembre ci sono quattro corse in programma. Su percorsi dissestati, su per i poggi e attraverso i prati. Lungo le transenne che delimitano il circuito non c’è quasi più posto, regna un’atmosfera di festa.

“Vai, Toon!”, grida una donna a bordo pista. Toon Aers è suo nipote, nato a meno di venti chilometri di distanza e idolo del posto. E’ dalla sua prima gara che lo segue con un gruppo di amici e parenti. Per lei Loenhout  è un appuntamento clou, ce l’ha praticamente sotto casa.

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Il ciclocrossista belga Toon Aerts, 24 anni. 

Loenhut significa curve insidiose e nove dossi ondulati alla fine di ogni giro.

Ogni gara ha le proprie caratteristiche. A Bredene, sulla costa, si passa tra le dune. A Diegem, vicino a Bruxelles, si corre in notturna. A Loenhout, dove il percorso si snoda tra le campagne attorno al campo sportivo, in mezzo al fango scuro, spesso e viscoso, la maggior parte degli spettatori indossa degli stivali di gomma. Ma non è tutto: nel circuito, complessivamente pianeggiante, sono inclusi numerosi ripidi ponti, ci sono insidiose curve a gomito e, dulcis in fundo, il “saliscendi”: nove dossi ondulati alla fine di ogni giro, con un fondo erboso reso presto pesante dal fango nero.

Si dice che soltanto i campioni del mondo possano vincere a Loenhut: nel Nord-America la corsa ha un nome tutto suo, “Cross Vegas”, come racconta un collaboratore del “Team Canada” mentre lava alcune biciclette con l’idropulitrice. Dall’altra parte compaiono le prime atlete che affrontano il “saliscendi”, con le gambe e i volti già coperti di fango. La belga Sanne Cant, campionessa del mondo, si guadagna presto un vantaggio che riuscirà a mantenere fino al traguardo. E’ la sua terza vittoria consecutiva a Loenhout.

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Sanne Cant, vincitrice del mondiale di ciclocross di oggi.

Tra gli uomini, come è successo sempre durante la stagione, si assiste a un duello tra l’olandese Mathieu van der Poel, campione europeo, e il suo sfidante belga, il campione del mondo Wout Van Aert. I due si danno battaglia fin dall’inizio. Diversamente dalle gare delle settimane precedenti, ci sono altri due corridori che riescono a tenere la loro ruota per un paio di giri. Uno di loro è Toon Aerts, il nipote, che chiude al terzo posto per la soddisfazione di sua zia.

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Il belga Wout van Aert, che oggi si è confermato Campione del Mondo per il terzo anno di fila.

Mentre il sole tramonta sopra ai campi, una sfilata di appassionati di ciclismo si mette in movimento per raggiungere i locali e i tendoni della festa. Davanti alla chiesa sono parcheggiati i caravan dei corridori. E mentre loro si fanno la doccia, i collaboratori si occupano già delle bici sporche di fango, visto che c’è un’altra gara in programma già il giorno dopo.

 

Fonti dell’articolo

Traduzione: Mattia Brizzi

Titolo originale: “Kirmes im Kaff”

Autore: Tobias Müller

Giornale: Süddeutsche Zeitung

Link all’articolo originale: http://www.sueddeutsche.de/sport/radsport-kirmes-im-kaff-1.3809841

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