Tanti auguri Lupo!

34 anni oggi. 27 anni di combattimenti. 123 incontri disputati. 88 vittorie. 36 KO. 16esimo nel Ranking mondiale maschile con 867 punti. 1 metro e 83 centimetri per 87 chili. 4 operazioni alle ginocchia. 10 volte campione italiano. 20 medaglie internazionali. 1 oro olimpico. Ecco i numeri di Carlo Molfetta. The Wolf. Il lupo. Talento, testa, tattica. Velocità, esplosività, forza. Tenacia, ambizione, coraggio. Ecco gli ingredienti del Campione. Campione sul tatami e nella vita. Campione di cattiveria, di umiltà, di simpatia.

Tanti auguri, Campione.

15 Febbraio 2018 – Intervista

 Perché il taekwondo?

«Ho iniziato a praticare taekwondo all’età di 5 anni grazie a mio padre. Anche lui praticava questa disciplina e io, come tutti i bambini, adoravo stare con mio padre, quindi ho iniziato con lui. Ho provato anche altri sport ma il taekwondo mi ha preso il cuore. Poi sono arrivati subito i primi risultati e quando i risultati ricompensano la tua fatica hai un approccio diverso e provi emozioni diverse.»

Qual è stata la tua vittoria più bella?

«Per importanza, sicuramente la vittoria delle Olimpiadi di Londra 2012. È stata la gara perfetta: c’è stata la giusta suspense, la giusta tensione, ma alla fine è andato tutto bene ed è stato bellissimo. Se devo indicare, invece, la mia migliore performance sportiva, direi la vittoria della Coppa del Mondo 2002. Ho vinto con facilità tutti gli incontri mettendo a segno moltissimi punti: non c’è stata storia.»

E la tua sconfitta più sofferta?

«L’incontro con l’iraniano ai Giochi Olimpici di Atene 2004. Ero il favorito, avevo vinto tutto ciò che c’era da vincere nei quattro anni precedenti e avevo grandi aspettative. Ma ho affrontato la gara troppo sicuro di me e perdere quando tutti, tu compreso, sono convinti che vincerai fa ancora più male. Così, dopo quella gara, sono tornato con i piedi per terra.»

Un incontro che ti è rimasto impresso?

«Non dimenticherò mai l’incontro con l’azerbaigiano agli Europei del 2003. Avevo perso contro di lui la finale dei Mondiali di due anni prima per decisione arbitrale. Quando l’ho rincontrato lo volevo proprio menare!»

E il tuo incontro più combattuto?

«Sempre la finale delle Olimpiadi. In semifinale avevo vinto all’ultimo secondo contro il maliano. Era un gigante, due volte campione del mondo…prima di affrontarlo me la facevo davvero sotto! Poi però l’ho battuto e credevo di aver superato il mio scoglio più grande, quindi ho preso la finale un po’ sotto gamba. Al primo round perdevo già 6 a 1 e ho pensato di accontentarmi dell’argento. Poi lui è uscito dal tatami, con una doppia ammonizione mi sono aggiudicato un punticino e per un attimo mi sono detto: “Dai, ce la posso fare”. Con una serie di colpi mi sono rimesso in carreggiata, ma lui è ripassato in vantaggio con un calcio al viso a un minuto dalla fine: insomma, sembrava che le cose non potessero andare peggio di così. Invece l’ho guardato in faccia e ho visto che aveva gli occhi un po’ persi, non certo quelli di uno convinto di vincere. Perciò mi sono detto: “No, oggi ce la faccio, oggi devo riuscire a vincere”. Ho tirato fino alla fine e gli arbitri mi hanno ripagato. Ripensando a quella finale, credo proprio che sia stato l’incontro più duro della mia vita.»

carlo-molfetta-taekwondo-2012-01

 

Quel giorno sei salito sul gradino più alto del podio scrivendo la storia del taekwondo italiano. Come sei arrivato fino a lì?

«Sicuramente Madre Natura ha fatto la sua parte. Sono stato fortunato fisicamente ma, senza testa, il talento rimane incompleto. E devi essere ambizioso, non devi porti limiti. Perché un atleta deve superarsi giornalmente, altrimenti è finito. Io quell’oro olimpico lo volevo a tutti i costi. Sono passato dalla -68kg alla +80kg per avere la possibilità di qualificarmi per le Olimpiadi di Londra. Sapevo che avrei affrontato i giganti del taekwondo ma lo volevo troppo. Così, grazie ad allenamenti specifici, ho raggiunto un peso tale da salire di categoria e affrontare la forza dei pesi massimi senza perdere però la mia agilità e la mia velocità. Ovviamente avrei preferito rimanere nella mia categoria, ma le Olimpiadi erano il mio sogno e volevo a tutti i costi realizzarlo.»

Chi devi ringraziare?

«I miei familiari, mia moglie e il Presidente della Federazione Italiana Taekwondo, Angelo Cito. Mi è stato molto vicino anche quando dal 2005 al 2007 ho subito quattro interventi alle ginocchia. Volevo smettere e sono andato da lui per comunicarglielo. Angelo mi ha detto di fare la mia scelta, ma che secondo lui avrei potuto fare ancora grandi cose come atleta per la Federazione. Mi ha dato la forza e la tranquillità di ricominciare e così è stato.»

Nel 2016 però ti sei ritirato e da un anno sei il Team Manager della Nazionale Italiana. Che cosa significa per te?

«È una grandissima opportunità e voglio fare tutto ciò che è in mio potere per dare il miglior contributo possibile al taekwondo e alla Nazionale. Questo ruolo mi permette di trasmettere la mia esperienza, ma l’esperienza a volte non basta: servono anche conoscenze scientifiche. Per questo motivo, ho deciso di mettermi a studiare. Ho fatto un Master in Management dello Sport alla Bocconi, ora sto seguendo un altro corso e probabilmente a fine anno mi iscriverò all’università.»

carlo molfetta bandiera

 

Oltre agli studi, quali sono i tuoi progetti futuri? Sui social girava voce che avresti ricominciato a combattere…

«No, assolutamente. Quello sui social era uno scherzo perché sono un ragazzo giocoso che non si prende mai troppo sul serio. Ora la mia vita è fuori dal tatami, anzi, non è nemmeno sulla sedia a bordo del quadrato. Non ho pazienza per fare l’allenatore. Quando sei tu a combattere, se ti alleni bene, il risultato arriva. Invece, quando sei allenatore, puoi anche organizzare gli allenamenti alla perfezione, ma ci sono molti altri fattori che possono incidere sul risultato finale e che non dipendono da te. Così, quando perdi, rodi il doppio. Preferisco diventare dirigente sportivo e lasciare allenare chi ha più pazienza di me. Vorrei anche avere un figlioletto prima o poi.»

Che cosa ne pensi delle polemiche sul taekwondo odierno?

«Non faccio paragoni con il passato né condivido l’opinione di chi rimpiange il “vecchio” taekwondo. Oggi il taekwondo è questo, domani sarà un altro: è l’evoluzione. Non si può rimanere legati al passato, bisogna lavorare sul presente. Sarà meno spettacolare sotto certi punti di vista, ma per altri aspetti lo è di più: oggi si vedono tantissimi calci al viso d’incontro che una volta non esistevano. Non sono nemmeno preoccupato che l’evoluzione del taekwondo possa portare alla sua esclusione dalle Olimpiadi. Gli spalti dei palazzetti sono sempre pieni perché alla gente piace comunque, alla faccia dei nostalgici.»

Come vedi il mondo del taekwondo tra dieci anni?

«A livello globale, sicuramente si scopriranno nuove tecniche e saranno privilegiati i fisici adatti a quelle tecniche piuttosto che altri. Quanto alla realtà italiana, personalmente vorrei che il taekwondo fosse considerato uno Sport con la “s” maiuscola, non uno sport di nicchia, non solo un’arte marziale. Spero anche di vedere crescere il numero di praticanti. Per questo motivo, non capisco i detrattori delle protezioni per bambini che riprendono le armature dei supereroi. È importante che le nuove generazioni si avvicinino al taekwondo e se per raggiungere questo scopo servono alcuni “stratagemmi” come questo, ben venga. Vorrei che ci fossero altri “Carli Molfetta”, anzi, che ce ne fossero di più bravi.»

Che consiglio daresti alle nuove generazioni di sportivi?

«Se volete davvero diventare dei campioni, non badate alle frivolezze e alle superficialità. La vita dell’atleta non è facile, comporta tanti sacrifici e duri allenamenti. Ma se avete un obiettivo, non fatevi distrarre, andate sempre dritti per la vostra strada.»

Fonti

Articolo di Claudia Bondi

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...