Super Bowl LII: Il migliore di sempre? Andiamoci piano

MINNEAPOLIS – Come direbbero i giovani d’oggi, il Super Bowl è stato una figata: emozionante fino all’ultimo secondo, con una giocata d’autore, il maggior numero di yard di sempre, ricezioni che questa volta sono state assegnate e pesanti critiche a uno dei migliori allenatori dei nostri tempi. Il Super Bowl LII ha accontentato tutti i gusti, e ha soprattutto fatto felici i fedelissimi di Philadelphia, rendendoli testimoni della prima vittoria del titolo NFL dal 1960. Ma è stato il miglior Super Bowl di sempre?

Facendo un sondaggio all’angolo tra Broad Street e Pattinson Avenue, nel cuore della città dell’amore fraterno, tutti sarebbero d’accordo a nominare il Super Bowl LII come il migliore di sempre. Ma andiamo con i piedi di piombo per un secondo. È stato di certo il migliore per quanto riguarda il lavoro svolto dai reparti d’attacco: messi assieme, le due squadre hanno percorso 1.151 yard, che non è solo il nuovo record del Super Bowl, ma bensì anche di qualsiasi partita giocata nei 98 campionati di NFL, in stagione o poststagione, andando così a superare il record di 1.133 yard stabilito dai Los Angeles Rams e New York Yanks nella partita del 19 novembre 1950. Molto spesso però, “il migliore di sempre” è ciò che è avvenuto più recentemente: solo l’anno scorso molti consideravano la rimonta dei New England contro Atlanta il miglior Super Bowl di sempre. Anche l’emozionante Super Bowl XXXII Broncos contro Packers, con il famoso tuffo di John Elway, è stato indicato come il migliore di sempre. O forse ancora, il miglior Super Bowl è stato il XLII vinto dai Giant, con la presa con il casco di David Tyree a rovinare la stagione perfetta dei New England. Alla fin della fiera, però, anche la difesa conta quando si lotta per la gloria. Sebbene la coraggiosa decisione presa dal coach degli Eagles Doug Pederson di giocarsela sul quarto e uno nell’ultimo quarto (e ha funzionato di nuovo!) sia stata una delle decisioni per cui abbiamo visto un solo punt in tutta la partita, ci sono comunque state troppe coperture saltate e poche grandi giocate difensive perché questo Super Bowl possa essere considerato come il migliore di sempre.

Ma guardiamola da un altro lato: questo Super Bowl, con quel misero spettacolo dell’intervallo di Justin Timberlake che ha rovinato i sogni e la memoria di Prince, non è stato certamente il migliore se consideriamo lo share. I primi dati hanno posizionato la partita come la peggiore (47,4) da quando i Saints prevalsero sui Colts nel XLIV, sebbene il numero degli spettatori abbia comunque raggiunto i 103,4 milioni di spettatori, come ha dichiarato l’NBC.

Ma c’è molto altro da considerare.

Non è stato il maggiordomo

Belichick ha sostenuto che la sua decisione di tenere in panchina il cornerback Malcom Butler (inglese per maggiordomo, ndt), avvisando Eric Rowe che sarebbe stato lui a subentrare solo poco pima del calcio d’inizio, sia stata una mossa tattica. Che lo fosse o no, si è tirato la zappa sui piedi. Dopo che Rowe si è fatto bruciare in velocità da Alshon Jeffery in volo verso il touchdown, i Patriots hanno dovuto riassettarsi e spostare Stephon Gilmore per arginare la principale minaccia avversaria. Non ha avuto alcun senso che Butler non sia entrato in campo per nemmeno una giocata in difesa: nessun difensore dei New England ha messo a referto più minuti in campo di Butler, che prima di domenica aveva partecipato al 99% delle giocate in difesa nelle partite che hanno condotto al Super Bowl. E proprio adesso rimane in panchina? Di solito Belichick è molto più bravo di così, ma forse deve ancora affiorare l’informazione chiave che ci aiuterà a dare un senso a questa decisione. Per il momento, in una partita in cui Tom Brady ha stabilito un nuovo record lanciando 505 yard, quest’azzardo dell’allenatore sembra sia costato ai Patriots la possibilità di vincere il trofeo Lombardi per la sesta volta. “Non credono in me”, ha commentato Butler ai microfoni di ESPN all’uscita dell’U.S. Bank Stadium. Non suona strano? Butler è l’unico, oltre Tom Brady, a cui si dovrebbe dare il beneficio del dubbio prima di una partita così importante, in fondo il momento di svolta nella sua carriera è avvenuto proprio durante il Super Bowl XLIX con l’intercetto del lancio di Russell Wilson sulla linea di goal che ha poi portato alla vittoria dei New England, per sigillare una delle molte “miglior partite di sempre”. Ora invece Butler non partecipa neanche a schemi di difesa che richiedono più giocatori in campo. Questa considerazione va invece ai tifosi dei Detroit Lions: il comparto che ha permesso agli Eagles di convertire 12 dei 18 tentativi al terzo e al quarto down è opera di Matt Patricia, ex coordinatore difensivo dei Patriots, e ora vostro nuovo coach.

Dopo il replay

Sabato sera durante l’Honors Show dell’NFL, Sean McVay, l’allenatore dei Rams alla prima stagione, ha vinto il premio come miglior allenatore dell’anno. Se lo è meritato di certo, essendo l’allenatore più giovane dell’epoca moderna della lega a dare una svolta così decisiva ad una squadra alla prima stagione. Domenica sera, molti giocatori degli Eagles hanno sostenuto che Pederson si sarebbe invece meritato il premi, e non avevano tutti i torti: Pederson ha mantenuto la propria squadra concentrata in mezzo alle difficoltà, come il grave infortunio al ginocchio subito dal QB Carson Wentz in settimana 14, per citare uno dei tanti colpi bassi che hanno testato la caparbietà degli Eagles. Tutto ciò è avvenuto durante il suo secondo anno agli Eagles, con molti che lo davano a rischio esonero all’inizio della stagione: alla faccia della presunta squadra perdente capitanata dall’allenatore in difficoltà. Al di là del messaggio diretto di Pederson, il quale dopo il match per il titolo dell’NFC ha dichiarato che gli Eagles non sarebbero stati preda della sudditanza psicologica, è stato impressionate vedere come abbia gestito le partite. La creativa giocata messa in campo, appuntata con il nome “La specialità di Philadelphia” nella lista degli schemi degli Eagles, si merita l’etichetta di “miglior decisione di sempre” presa al momento giusto, con la ricezione del lancio da una yard di Trey Burton da parte del QB Nick Foles, votato poi miglior giocatore del Super Bowl, con una palla arrivata da Corey Clement su snap diretto avvenuto mentre Foles si metteva in linea, coprendo a malapena il tackle.

Non finisce qui

Pederson sta ancora prendendo la mano nelle chiamare le giocate, in quanto era Andy Reid ad occuparsi di questa responsabilità come capo allenatore quando i due lavoravano assieme ai Chiefs. Per quanto riguarda il premio come allenatore dell’anno, bisogna sottolineare che le votazioni vengono fatte da una giuria di giornalisti e sono poi consegnate alla Associated Press prima dell’inizio dei playoff. Sì, io ho votato per McVay. E sì, se dovessi votare oggi, ovviamente voterei Pederson, che ha vinto la partita più importante nel momento più importante, superando Belichick in astuzia sul massimo palcoscenico. Pederson non avrà vinto il premio per il miglior allenatore dell’anno, ma è sicuramente diventato l’idolo della gente e di certo si accontenterà volentieri del trofeo Lombardi come premio.

 

Traduzione a cura di Lara Fasoli

Articolo originale

Fonte Immagine di copertina: Wikimedia Commons

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