Pattinaggio di figura a coppie: la perfezione di un’esibizione ai Giochi Invernali

Nella notte di martedì, all’uscita del suo punteggio al termine del programma corto della gara di pattinaggio di figura a coppie, il ventinovenne atleta tedesco Bruno Massot mostrava di essere vittima del morbo della “faccia da brutta Olimpiade”. Durante l’esibizione con la sua compagna, Aljona Savchenko, Massot aveva fatto solo un salto doppio in un punto in cui avrebbe dovuto farne uno triplo – errore grave – e al momento dell’uscita dei punteggi aveva un aspetto terribile, che rivelava un mix di imbarazzo, frustrazione, tristezza e autocommiserazione che, come possiamo facilmente intuire, era dovuta alla consapevolezza di aver buttato anni di lavoro per una distrazione di un attimo e di trovarsi a ingoiare questo boccone amarissimo di fronte alle telecamere di tutto il mondo. Savchenko, alla quinta Olimpiade – la prima con Massot – aveva già vinto due bronzi, ma mai l’oro, e la loro coppia era tra le favorite per la vittoria finale. L’errore di Massot li ha condannati al quarto posto e la faccia di lui lasciava intendere che pensava di averla profondamente delusa.

Che sollievo dunque vedere mercoledì notte Massot sfoggiare invece la “faccia da bella Olimpiade”. Dopo un programma libero pressoché perfetto – il secondo dei due eventi del pattinaggio di figura di coppia –  Massot era in estasi, sollevato, molto rosso in volto e leggermente sbalordito quando i giudici hanno attribuito a lui e Savchenko un punteggio che ha fatto segnare il nuovo record del mondo, mentre la coppia era lì che assisteva alle esibizioni delle ultime tre squadre in gara che tentavano, senza riuscirci, di superarli. La squadra cinese composta da Sui Wenjing e Han Cong, in testa dopo il programma corto, nonostante alcuni errori (compresa una caduta di Sui) nel libero sono arrivati a 0,43 punti dall’oro. Dopo aver ammirato la prestazione impeccabile di Savchenko e Massot – durante la quale entrambi sono rimasti in piedi – vederli vincere l’argento avrebbe lasciato molto delusi quegli spettatori occasionali che guardano il pattinaggio solo per le Olimpiadi. Invece, quella notte, i favoriti dal punto di vista emotivo e i vincitori al test visivo, hanno vinto per davvero.

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In un anno in cui molti pattinatori si stanno esibendo su pezzi vocali, nella coreografia di Savchenko e Massot c’era un’eleganza di altri tempi accompagnata dalle note del compositore francese Armand Amar. La coppia ha pattinato con una grazia che ne celava il notevole atletismo. Vedendo la loro esibizione di libero per la seconda volta, mi sono accorto che la telecamera aveva inquadrato uno degli allenatori di doppio della Germania Alexander König disposto all’altro lato delle tribune, che muoveva le labbra e gesticolava con le braccia mentre guardava i suoi due atleti che eseguivano una parte della loro coreografia particolarmente delicata e spettacolare. Sembrava tanto un direttore d’orchestra quanto un genitore orgoglioso, e la vista dell’uomo estasiato non faceva altro che rendere lo spettacolo di pattinaggio che si svolgeva dinnanzi al lui ancora più magico.

Tuttavia la coppia ha dato anche una sensazione di modernità in una variante contemporanea del binomio uomo elegante – donna dinamica. Massot appariva leggiadro ma ancor di più deferente nei confronti della presenza e della forza emanata dalla Savchenko. Nella coppia in questa disciplina è il pattinatore a condurre, ma in questo caso era chiaro che a farlo fosse la donna, di cinque anni più grande. Dopo che è terminato il programma di libero e la Savchenko si è lascita andare sul ghiaccio in quello che aveva  tutta l’aria di essere un gesto di liberazione di fine carriera, Massot si è portato le mani alla testa e si è inginocchiato di fronte a lei.

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Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Ian Crouch “A Flawless Performance in Pairs Figure Skating at the Winter Olympics”, pubblicato il 15 febbraio 2018 su The New Yorker.

Link all’originale: https://www.newyorker.com/news/sporting-scene/a-flawless-performance-in-pairs-figure-skating-at-the-winter-olympics?mbid=social_facebook

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