Sofia Goggia, cavallo pazzo e campionessa olimpica di discesa

Soprannominata dal suo entourage “cavallo pazzo” per lo stile di sciata sempre al limite, Sofia Goggia (25 anni), prima Italiana di sempre a conquistare mercoledì l’oro olimpico di discesa, è anche nota per gli errori a tutta velocità, le ormai celebri “goggiate”.

Battendo a Pyeongchang l’amica americana Lindsey Vonn (bronzo) e la norvegese Ragnhild Mowinckel (argento), la sciatrice bergamasca ha così aggiunto al suo palmarès la prova regina, introdotta ai giochi di St. Moritz (Svizzera) nel 1948 e vinta in una sola circostanza dall’Italia con l’oro del toscano Zeno Colo a Oslo nel 1952.

“Oggi ho fatto una prova solida, senza errori, cosa per niente scontata per me,” ha limpidamente dichiarato la bruna Sofia. Infatti sabato in occasione del Super-G, quando sembrava ormai filare verso la vittoria, aveva commesso un errore di compressione che le era costato molto caro.

 “Avevo fiducia in me,” ha assicurato mercoledì l’atleta. “Rispetto le mie avversarie, ma al cancelletto non si pensa alle altre sciatrici. Mi sono concentrata, curva dopo curva. In Super-G avevo avuto delle sensazioni davvero positive sugli sci come mai mi era successo prima. Mi sono quindi servita di questa sensazione positiva nella discesa.
Goggia condivide lo stesso preparatore atletico con Michela Moiola, consacratasi campionessa nello snowboardcross venerdì. Le due glorie di Bergamo si allenano talvolta assieme, il che costituisce “una motivazione in più per l’una e per l’altra”, ha precisato Sofia.

“È un sogno divenuto realtà per una ragazza che lavora sodo, ci crede e possiede un’incredibile predisposizione naturale per la velocità,” ha commentato Matteo Guadagnini, capo allenatore delle Azzurre.

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L’atleta azzurra non perde occasione per dare spettacolo dentro e fuori dalle piste

Il punto di riferimento Compagnoni

A 17 anni anni e due mesi, Goggia aveva già fatto intravedere le sue doti da vera spericolata chiudendo al sesto posto la discesa ai Mondiali juniores di Megève (Francia). Tale precocità ricordava quella della connazionale Deborah Compagnoni, tre volte campionessa olimpica e tre volte oro ai Mondiali. Un’altra caratteristica in comune con la Compagnoni sono le operazioni al ginocchio subite dalla Goggia, ben cinque tra il 2007 e il 2013.

La neocampionessa olimpica non ha perso occasione per rendere omaggio all’amica Vonn, dietro di lei al traguardo per 47/100. “È davvero incredibile. Già lo scorso anno (4 marzo 2017), quando ho conquistato la mia prima vittoria in Coppa del Mondo su questa pista (in discesa, davanti alla Vonn), mi sono resa conto che stavo sciando con la più grande di sempre. L’ammiravo dal divano di casa nel 2010 ai Giochi di Vancouver (dove l’Americana si era aggiudicata l’oro in discesa e il bronzo in Super-G), mentre ero ferma per infortunio,” ha raccontato. La regina americana della velocità ha accolto questo elogio come un “onore”. “Anche io nutro un grande rispetto per lei che a sua volta non è stata risparmiata dai guai fisici. Tra di noi c’è un rispetto reciproco,” ha risposto la trentatreenne sciatrice. La nativa del Minnesota ha al suo attivo 81 vittorie nel circuito maggiore e si trova a sole cinque lunghezze dal record di sempre detenuto dallo svedese Ingemar Stenmark.

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Sofia con la sua cagnolina Belle, una femmina di pastore australiano

Gioco a due

“Vince lei, vinco io: è una sorta di gioco a due quello che si svolge da un anno a questa parte. Sapevo che Sofia era l’atleta da battere. È davvero un personaggio e non si smentisce mai. Fuori dalla pista siamo amiche e mi piace,” ha aggiunto la bionda americana che darà l’addio ai Giochi giovedì al termine della combinata. “Ho dato tutto quello che potevo, la pista era pulita, come prevedevo, ma forse sono voluta essere troppo precisa e ciò è andato a scapito della velocità. Mi dispiace, è la mia ultima discesa olimpica. Avrei voluto continuare poiché amo quello che faccio, ma altri quattro anni sarebbero troppi per il mio fisico,” ha spiegato la Vonn, particolarmente emozionata anche al pensiero del nonno scomparso recentemente.

Un’altra bionda ha rischiato di rovinare la festa alla Goggia. Pettorale numero 19, Mowinckel è andata a soli 9/100 dal colpaccio. “È incredibile. Partire dietro le favorite si è rivelato un vantaggio, poiché ho potuto osservarle dal monitor,” ha sottolineato la prima sciatrice norvegese a conquistare due medaglie nella stessa edizione dei Giochi Invernali. La venticinquenne che si è definitivamente consacrata in questa stagione ha infatti vinto anche l’argento nello slalom gigante, alle spalle della statunitense Mikaela Shiffrin, altra atleta che la Vonn incontrerà sulla sua strada giovedì in occasione della combinata.

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Il podio Olimpico di discesa

Fonti

Traduzione di Andrea Palazzeschi dell’articolo di Astolfo Cagnacci “JO-2018: Sofia Goggia, cheval fou et championne olympique de descente” pubblicato su Les Echos.fr

 

Link all’originale: “https://www.lesechos.fr/sport/omnisport/afp-00652150-jo-2018-sofia-goggia-premiere-italienne-championne-olympique-de-descente-lindsey-vonn-3e-2155392.php

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