Tom Van Damme (UCI): “rimandare tutte le gare all’autunno è utopistico”.

Il presidente della Commissione strada dell’Unione Ciclistica Internazionale (UCI), e in quanto tale responsabile del calendario, appare scettico riguardo al rinvio delle classiche di primavera a ottobre o novembre.

Se, tramite il suo presidente David Lappartient, l’UCI ha confermato quello che tutti si aspettavano e che gli organizzatori stessi avevano già anticipato, ovvero la cancellazione di tutte le corse fino a fine aprile a causa del coronavirus, il belga Tom Van Damme, presidente della Commissione strada, organismo internazionale responsabile del calendario, si è sbilanciato ulteriormente.

In un’intervista rilasciata al quotidiano fiammingo Het Nieuwsblad, si è mostrato molto pessimista sulla possibilità di spostare le classiche di primavera a fine stagione, poiché il calendario è già molto fitto di appuntamenti. “Tutte le manifestazioni già in programma in quel periodo saranno prioritarie, ma se la RCS (azienda organizzatrice del Giro e delle principali corse italiane come la Milano-Sanremo e il Lombardia) vuole sostituire una delle sue gare con un’altra, non credo ci saranno problemi. Non riteniamo però possibile far gareggiare tutti a novembre. Persino l’ultimo fine settimana di ottobre ci pare una conclusione di stagione troppo posticipata. Possiamo prolungare la stagione di una, se necessario anche di due settimane, ma non si può andare avanti all’infinito. Pensare di spostare tutte le corse dalla primavera all’autunno è utopistico”.

Tom Van Damme ha inoltre menzionato alcuni fattori ambientali, come le condizioni meteo, che potrebbero essere diverse a fine anno e interferire con la preparazione dei corridori. “Se rimandiamo le gare, dobbiamo anche fare attenzione alle possibili ripercussioni sulla stagione 2021 (che inizierà a gennaio)”.

 

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Il tweet con cui RCS Sport ha annunciato la posticipazione del Giro 2020

 

È stata ponderata l’idea di puntare sulle cinque classiche-monumento (Milano-Sanremo, Giro delle Fiandre, Parigi-Roubaix, Liegi-Bastogne-Liegi e Giro di Lombardia), spostando altre gare a metà settimana per lasciare liberi i week-end. La situazione sarà comunque difficile da gestire e non riusciremo ad accontentare tutti”, ha continuato Tom Van Damme. “Bisognerà fare delle scelte. Sappiamo che il Giro delle Fiandre in autunno non avrà lo stesso fascino che ad aprile. Ma vale la pena fare un tentativo, perché può essere fondamentale affinché alcune corse continuino a svolgersi”.

Il dirigente belga ha annunciato che l’UCI comunicherà nuove informazioni nelle prossime settimane in base all’evoluzione dell’epidemia di coronavirus, “per fornire maggiori indicazioni ai corridori e alle squadre”. Ha anche lasciato intendere che, al momento, la priorità è rappresentata dal mese di giugno: “cominciamo con il Delfinato e il Giro di Svizzera. Se le gare potessero ripartire il primo giugno, saremmo già molto soddisfatti”.

Tom Van Damme ha inoltre dichiarato a Het Nieuwsblad che l’UCI potrebbe ridurre il contributo (più di un milione di euro) pagato da ogni squadra del World Tour, sperando “che, date le circostanze, anche gli sponsor mostrino comprensione”.

Fonti

Traduzione di Mattia Brizzi dell’articolo “Tom Van Damme (UCI): «Reporter les courses à l’automne est utopique»”, pubblicato il 18/03/2020 su lequipe.fr/. Link all’originale: https://www.lequipe.fr/Cyclisme-sur-route/Actualites/Tom-van-damme-uci-reporter-les-courses-a-l-automne-est-utopique/1120786

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